08/02/2019

Sono venuta a visitarti. Era estate, agosto se ricordi.
Ti ho trovato appoggiato su quella lapide. Mi ignoravi, mentre il tuo sguardo seguiva delle rondini gareggiare tra le croci. La tua postura era strana, ma solita, tanto che già ti rivedevo esposto alla finestra della cucina intento a divorare il fumo.
Ho tentato di parlarti, ti rivolgevo parole dolenti, parole appassite. Ma tu miravi altrove. Cercavi la salvezza, quella che io tentavo di darti. Ahi, se solo avessi resistito…
Ti ho forse deluso? Ti ho forse abbandonato? Oh amore mio, parlami.
Ed ecco che ti volti. Occhi gelidi e piangenti mi attraversano il cuore e me lo strangolano. Si, sento il tuo dolore.
Ma non dici nulla.
Il tuo sguardo presente, ma il tuo corpo assente perché è già volato via.
E così prendevo il tuo posto, mi appoggiavo su quella lapide e aspettavo. Aspettavo la mia salvezza.
Sono venuta a visitarti, ma non me ne sono mai andata. Perché sono ancora qui, ad aspettarti.

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10/08/2018

E mi piace guardarti mentre dormi, forse perché ti sento più vicino.
Quelle grandi stelle nascoste da folte ciglia sprofondano in un interminabile flusso di pensieri e io, io mi faccio guidare.
Immobile mi prendi per mano, mi trascini nell’oblio della vita e io te lo lascio fare.
Per questo potrei anche odiarti. Odiare forse l’arroganza nulla che metti nell’aprirmi il cuore? Ma tu sei una angelo, e la tua angelica visione della vita rende tutto perfetto.
Perfetta una vita sciagurata, ma perfetta perché ci sei tu.
Le tue labbra sussurrano incoscienti parole, io le ammiro sforzarsi con indecifrabili sillabe e in tutto questo percepisco ogni tremito carnale che ci avvicina sempre più.
Ed è proprio adesso che siamo più vicini di sempre, poiché, se pur lontani, i nostri cuori si toccano, e si baciano, e fanno l’amore, anche solo per poco, anche solo per un’istante.
Non ne avrò mai abbastanza di te, nè dei tuoi docili respiri, della tua pelle rabbrividita e dell’amore che tu sei.

Carmen 7

Amor crudele chiede pietà

Affinchè i peccati diventino baci

Affinchè io possa darti infiniti baci

Affinchè torni amore.

 

Mille parole chiedono perdono

Affinchè possano salvarci

Affinchè possano raggiungerti

Affinchè possano baciarti le mille parole.

 

Io chiedo te

Affinchè tu ritorni

Affinchè io possa averti

Affinchè noi possiamo amarci.

 

Scrivo a te, ritorna.

09/08/2018

Una goccia

Una goccia scivola sulla pelle. Segue il corpo e, se pur appesa, fugge via.

Ecco cosa vedono i miei occhi, e intanto dei brividi percorrono la mia schiena. E’ tutto buio, sono sola con me stessa. Ho perso tutto, me per prima, eppure io penso alla goccia.

Per quanto possa sembrar ridicolo, il pensiero che questa stia transigendo un viaggio terminale mi inquieta e per un certo verso, incute malinconia.

La verità è che si tratta di una perenne transizione, un inevitabile declino verso la fine. Allora anche noi siamo costantemente di passaggio? Penso tutti ormai abbiano inteso che la morte è inevitabile, come l’amore e la paura, eppure perchè vivere se pur consapevoli di dover morire? Perchè incominciare un qualcosa se pur consapevoli che finirà? Serve una motivazione, e pure abbastanza valida. Perchè vogliamo o non, ci rivediamo in quella goccia, la quale nemmeno riesce ad iniziare come si deve il proprio viaggio che già giunge a termine… Ma perchè iniziarlo? Perchè voler soffrire?

Sono sempre stata particolarmente brava a domandare ma mai a rispondere, ad osservare e mai ad agire. Cionnonostante mentre cerco delle risposte, mentre cerco un miglioramento, quella goccia è già fuggita via…

06/08/18

Ricordo 1

Avevo sette anni e tanta felicità.

Ricordo che mi incamminavo con mia cugina Elena tra le colline, mio nonno era scomparso. In realtà è possibile che fossimo noi le ”scomparse”, in quanto il nonno era lì per lavorare e noi delle semplici bambine curiose.

Passavamo così le nostre sere di fine estate, mio nonno tra le viti, si avvicinava la vendemmia, e noi a rincorrerci nell’arido grano al tramonto di un sole di agosto. Eppure quella sera fu diverso, quella sera il cielo arrossì e così noi.

Non dimenticherò mai il viso di Elena in lacrime e io che non avevo più la voce per quanto avessi gridato. Mio nonno era veramente scomparso e, come se non bastasse,  avevamo intravisto una vipera che si avvicinava alle viti. Terrorizzate decidemmo di prendere il sentiero più sicuro per raggiungere i cavalli, forse mio nonno era lì che ci aspettava. Se pur in preda al panico, quello si trasformò in uno dei momenti più belli della mia vita. Il sentiero si faceva strada tra dieci colline, vestite di campi di un grano fin troppo baciato dal sole ed un leggero vento spostava i capelli di Elena. Cara la mia Elena che non abbandona mai il mio cuore. Tu soprattutto rendesti unico quel momento; la tua infinita tristezza risplendeva alla luce di quel sole rubro e i tuoi occhi tacevano. Ma tu eri eterna, in un momento eterno, e tutto morì lì.

23/05/18

03/05/18

Mi promettesti di rimanere.

Mi promettesti di non smettere mai di amarmi e di proteggermi.

Mi promettesti tanto… Ma facesti poco.

Ti perdono.

Sei stato il mio primo amore… e forse l’ultimo.

Oh Signore mio, ritorna.

Tu mi hai resa quella che sono adesso… Ma sei anche la causa del mio primitivo dolore.

Ritorna Signore, e con te riporta il bel tempo che è morto.

Ritorna Signore, ma ritorna per sempre.

Tua…

Carmen 6

Splendido essere niveo,

Anfora di mille speranze

Germogli pallidi amori

Dal braccio rettilineo.

 

Candide gemme si concedono

Incredule di tale bellezza

Ad un elio tanto infuocato

Che, consumate, cedono.

 

Così i tuoi fulgidi boccioli

Sfioriscono in uggiosi pallori

E in tal modo periscono le mie speranze

Benché eternamente persisteranno nel tuo arido cuore

Narciso.

 

15\04\18

Carmen 5

Luci di un cielo opaco

Or che giungano i vesperi

Una stella piangente vola e declina

Cu cu cu fa la mia culla

Mentre pioggia gelida

Scorre sulle gote mie.

 

Addio, ma non mi abbandonare.

I tuoi tocchi saranno infinite carezze,

E infinit pianti.

Immensi baci marciti in una tomba di speranze.

 

Ferrosa lapide è il tuo cuor di pietra

Svanito dietro fragili parole

Che oramai non vivono più,

Nemmeno loro.

 

05\03\18

Carmen 4

E se un giorno prendessi il volo

Non tornerei indietro

Abbandonerei ciò che è più vile e tetro

Vedendo la luce.

 

Ma ti prego lasciami volare

Lascia che io trovi la beltà

Lasciami scappare

Via da questa crudeltà.

 

Ma ti prego non tentare inutilmente

Di salvar ciò che è perduto

Anche se a te, essere sconosciuto

Ho donato ciò che cuor consente.

 

E se io me ne andassi, tuttavia

Non troverei mai luce più splendida della tua.

 

25\10\17

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